Caravaggio: l’Anima e il Sangue

Se il binomio genio e sregolatezza ha una qualche validità storico-scientifica, il personaggio paradigmatico, il primo che incontriamo nel mondo dell’arte, è senz’altro il Caravaggio, che al fulgore abbacinante della sua arte associava un’oscura e paurosa inquietudine interiore che lo portò a odiare, ribellarsi, uccidere.
Alla sua storia è dedicato questo film d’arte Caravaggio – l’Anima e il Sangue, prodotto da Sky e Magnitudo Film, realizzato dai creatori di Raffaello – Principe delle Arti e Firenze e gli Uffizi, per la regia di Jesus Garces Lambert e la fotografia di Massimiliano Gatti, con tecniche di ripresa sofisticatissime in 8K, tali da consentire allo spettatore una sensazione quasi tattile delle opere del pittore milanese.
L’indagine su Michelangelo Merisi passa attraverso documenti preziosissimi visibili per la prima volta al grande pubblico, a cominciare dal certificato di nascita rinvenuto pochi anni fa negli archivi del Museo Diocesano di Milano, che ne attesta la cittadinanza meneghina, fino gli atti processuali che lo coinvolsero per risse, diffamazione e omicidio, accusa per la quale rischiò più volte la pena di morte e fu costretto all’esilio.
L’analisi delle opere del Caravaggio, invece, è affidata al professor Claudio Strinati, alla professoressa Mina Gregori e alla dottoressa Rossella Vodret, che ne narrano la vicenda artistica articolatasi tra Milano, Firenze, Roma, Napoli, Malta e la Sicilia.
A tutto ciò si accompagna un racconto in prima persona evocato da scene “fotografiche”, fortemente simboliche, metafore della condizione esistenziale dell’artista, con la voce fuori-campo di Manuel Agnelli, fondatore e cantante degli Afterhours, che incarna il pittore cinquecentesco.
Caravaggio – l’Anima e il Sangue è una grande produzione che ha convolto una squadra di oltre sessanta persone per circa duecento ore di girato ad altissima risoluzione per un risultato sullo schermo di rara suggestione. La post-produzione, inoltre, ha comportato un trattamento della luce, elemento imprescindibile nell’opera del Merisi, tale da consentire un impatto visivo inedito e straordinario.
Quaranta le opere esaminate: dalla Canestra di Frutta a Giuditta e Oloferne, dal Bacchino Malato alla Decollazione di San Giovanni Battista, dal Davide con la Testa di Golia alla Morte della Vergine allo Scudo con la Testa di Medusa, fino alla Madonna del Parafrenieri, che, grazie a una tecnica computerizzata, viene ricollocata per la prima volta presso l’Altare di San Michele Arcangelo in San Pietro, dove in realtà rimase solo pochi giorni, prima di essere rimossa per il rifiuto dei committenti, che la giudicarono inaccettabile e inopportuna per come era stato trattato il soggetto, ed essere trasferita nella collezione Borghese dove è visibile ancora oggi.
Caravaggio – l’Anima e il Sangue è un’esperienza diversa da quella che potreste avere vissuto visitando la grande mostra di Palazzo Reale a Milano, perché vi porta talmente vicino al quadro e dentro l’animo dell’artista da farvene provare il brivido.
In questo senso, una menzione speciale meritano le musiche di Matteo Curallo, particolarmente suggestive e adeguate a quel buio abissale squarciato da improvvisi lampi di luce, che abitava il cuore del Caravaggio.
Il film resterà al cinema i giorni 19, 20 e 21 febbraio.
Qui i cinema selezionati
Qui il trailer.

Giulio Cancelliere

Arcade Fire: The Reflektor Tapes

ArcadeFire_LOCokMescolare i generi e le tecniche: sembra essere stata questa la linea seguita dal regista Kahlil Joseph, filmaker di Los Angeles, per The Reflektor Tapes, documento filmato sul tour 2015 della band canadese, che negli ultimi anni è riuscita a raggiungere una popolarità globale finora preclusa al cosiddetto ambiente indie. Anche il gruppo dei fratelli Butler ha un’idea sonora piuttosto ibrida, innestando nel substrato rock elementi elettronici, etnici, classici, costituendo un impasto musicale che è piaciuto prima alla critica — al debutto nel 2003 non ebbero riscontro commerciale — e poi lentamente è entrato nelle orecchie e nei cuori del pubblico.
The Reflektor Tapes non è esattamente un documentario, anche se testimonia alcune specifiche date del tour, segnatamente in un club di Hollywood tutto specchi e pubblico a un metro dai musicisti, separati solo da una cordicella; e poi, dopo Londra, nei Caraibi, in Giamaica e ad Haiti, terra d’origine di Régine Chassagne, polistrumentista e moglie del leader Win Butler.
Non è nemmeno un film-concerto, poiché nessun brano è ripreso dall’inizio alla fine, ma interrotto da stacchi dietro le quinte, sequenze dell’ “infernale” carnevale haitiano, interviste e panoramiche ambientali.
Non è un “making of” del disco, perché se ne parla, ma viene mostrato solo un tratto delle session preparatorie in una desolata villa abbandonata in Giamaica.
The Reflektor Tapes è un po’ di tutto questo, il che lo rende probabilmente più interessante per chi scrive, non essendo un fan degli Arcade Fire, mentre irriterà coloro che si aspettano il classico concertone con i primi piani dei loro idoli, mai così vicini e irraggiungibili.
Le riprese a colori si alternano a quelle in bianco e nero e ad altre filtrate attraverso una telecamera a raggi infrarossi di tipo militare, che rende tutto spettrale e allucinato.
The Reflektor Tapes è un’esperienza visiva e sonora di alto livello, da apprezzare al di là del gusto musicale. E, comunque, nonostante il pesante lavoro di editing, i musicisti sembrano sapere il fatto loro.

Giulio Cancelliere

Prossima(mente)

Una volta al cinema si vedevano i “prossimamente” dei film che sarebbero stati messi in programmazione. Qualcuno li chiamava “i provini” e si entrava in sala in anticipo proprio per vederli. Erano compresi nel costo del biglietto e ci si sentiva in diritto di goderne, assieme al cinegiornale e a lunghissimi spot pubblicitarî, così diversi dai caroselli televisivi.  Oggi si chiamano “trailer” e ti fanno entrare in sala in anticipo per obbligarti a vederli, te li sparano a volumi da audiolesi per fare in modo che ti rimangano bene impressi nel timpano, nella retina e nei lobi cerebrali. Ho scoperto che anche i libri possono avere un trailer, così mi sono divertito a farne uno per Silenziosa(mente), con la collaborazione di Giada de Gioia che ci ha messo musica e chitarre. È venuto fuori così. Naturalmente il volume lo potete scegliere voi, funziona anche senza audio, ma se lo alzate un pelo è meglio. E se poi vi convinco ad acquistare il libro, ancora di più. Buona visione. 

Stray Cat Reviews/11

Katres

Gianluca Gabriele/Roberto Durkovic

Paolo Miano

Stray Cat Reviews/10

Joe Bonamassa (Milano 08/03 Teatro degli Arcimboldi; Roma 10/03 Atlantico)

Guitar Ray

Susanne Vega

Fluon