Hitchcock/Truffaut: storia di un incontro epocale che fece scandalo

HitchcockTruffaut_POSTER_100x140_456aprile[1]“Per la prima volta andare al cinema diventava pericoloso”. Così Peter Bogdanovich ricorda la reazione della platea alla visione della scena più truculenta di Psycho: non un urlo, ma una sirena di terrore che continuò a lungo. Eppure di mostri più o meno spaventosi al cinema se ne erano visti già parecchi. Se poi pensiamo che mai si mostra il coltello che entra nella carne, come d’abitudine oggi, e quasi neppure il sangue sulla pelle, ma solo quello che cola diluito nello scarico nell’acqua, abbiamo l’idea di quale maestro della suggestione abbia concepito una simile sequenza di due minuti e mezzo, girata in una settimana con oltre cinquanta inquadrature e ore di posa della povera Janet Leigh sotto il getto della doccia.
Questa e altre storie sono raccolte nel documentario diretto da Kent Jones Hitchcock/Truffaut, storia di un incontro avvenuto nel 1962 durato una settimana tra il regista inglese, ormai adottato da Hollywood e il cineasta francese, poco più che esordiente, ma già più che promettente, (all’epoca Truffaut aveva girato tre lungometraggi, Hitchcock oltre cinquanta), che divenne un libro destinato a trasformarsi in testo fondamentale per chiunque volesse avvicinarsi alla direzione cinematografica. Ne danno testimonianza, oltre al già citato Bogdanovich, Martin Scorsese, David Fincher, Arnaud Desplechin, Kiyoshi Kurosawa, Wes Anderson, James Gray, Olivier Assayas, Richard Linklater e Paul Shrader.
Lo scopo del lungo incontro/intervista era di smentire la nomea che accompagnava da decenni Hitchcock come regista di genere, esperto di mero intrattenimento. In realtà l’autore di La Donna Che Visse Due Volte, Intrigo Internazionale, Marnie, Gli Uccelli, era un maestro di scrittura cinematografica tout-court, tecnica, narrazione, direzione degli attori, anche se li trattava malissimo – “sono come bestiame” soleva affermare – e la sua concezione di cinema, finalmente rivelata esplicitamente, creò un caso internazionale che fece scandalo.
Cinquantaquattro anni dopo, rileggere (il libro è pubblicato da Il Saggiatore) e riascoltare quei dialoghi tra i due registi emoziona ancora ogni vero appassionato di cinema.

Giulio Cancelliere