Stray Cat Reviews/2

Cortex
Teatro Valle Occupato 100 violoncelli Giovanni Sollima
Max De Aloe/Marcella Carboni

Elisabetta Antonini & Marcella Carboni: Nuance (Blue Serge)

Quando sembra che tutto sia già stato detto, scritto e suonato, è in quei momenti che la creatività rialza la testa e un progetto occasionale, nato durante un incontro didattico in Sardegna, diventa qualcosa di destinato a crescere e durare nel tempo. Voce e arpa, un connubio inedito nell’ambito di quello che ci ostiniamo a chiamare jazz, ma che ha assunto da tempo connotazioni sempre più variegate. E tuttavia, l’afflato sperimentale riconduce a quella musica, sia nelle composizioni originali, come Circe, dal tema fortemente mediterraneo, con la voce di Antonini che vola sulle onde di un ostinato continuo e le bizze dell’arpa impazzita di Carboni, sia nei temi “importanti” come la maestosa Tutu di Miles Davis, nella versione di Cassandra Wilson (Resurrection Blues), dove i due strumenti raggiungono vertici emotivi di grande intensità, anche grazie ad efficaci artifici elettronici. From A Dream di Ralph Towner è un micro-gioiello e Lazy Afternoon ha quella esoterica  sonnolenza di un dopopranzo d’agosto che si tuffa nell’onirismo di Cerco Il mare. Il Brasile tradotto dal duo Antonini-Carboni ha i tratti di Guinga (Choro Pro Zè), Jobim (Luiza) e Marcos Valle (Summer Samba), tre diverse generazioni e visioni del più straordinario Paese del Latinoamerica. Ancora due composizioni originali, Parole e Ali Incerte, una breve ballad dall’originale articolazione melodica e On The Rope, dall’incedere latineggiante, prima della conclusiva Sea Lady plasmata dalla delicata poetica di Kenny Wheeler e vestita delle liriche di Norma Winstone. Nuance è un album che cattura l’attenzione, in prima battuta per la peculiarità del suono e poi non ti si scolla più di dosso.

Giulio Cancelliere