Un appuntamento

Domani, tra musica e fumetto con Giada de Gioia, voce, Antonio Magrini, chitarra elettrica, Davide Macchiarulo, pianoforte e il coro Afroblue.

Ouverture

Il  blog che inauguro oggi vuole essere un luogo di lettura e ascolto. Il titolo fa riferimento non solo al mio romanzo o al silenzio della mente, che favorisce la concentrazione, ma anche a quell’elemento impalpabile eppure così concreto, immancabile eppure così trascurato, preziosissimo eppure così svalutato, che è il silenzio, senza il quale la musica stessa non potrebbe esistere. Mi sono deciso ad aprire un blog di musica non riuscendo a scrivere sugli organi di stampa tradizionali tutto ciò che vorrei, riguardo alla musica con cui vengo a contatto, sotto forma di dischi, video, concerti, interviste. Non per un fatto di censura, ma perché nei giornali, di solito, ci si occupa di un genere specifico, oppure ci sono collaboratori e redattori dedicati ad un determinato settore e non ci si può pestare i piedi a vicenda. E poi c’è un motivo più triste e malevolo: purtroppo, per chi fa il mio mestiere da free-lance, e per mestiere intendo un’attività che dia di che sostentarsi, ultimamente è facile scontrarsi con quel subdolo ostacolo che si traduce nella frase “ma noi non paghiamo i collaboratori, siamo tutti volontari”, che è tanto vera da un lato, quanto fasulla dall’altro (scegliete voi il lato che più vi garba). Dato per  valido tuttora l’assunto secondo il quale ogni lavoro deve essere adeguatamente compensato e chi svolge un lavoro gratuitamente non fornisce un bel servizio a chi su quel lavoro fa affidamento per campare, ho deciso di pubblicare tutto ciò che non riesco a scrivere sui giornali che mi pagano, sul mio blog, gratuitamente. Chiunque potrà passare, leggere, ascoltare quando ci sarà da ascoltare, vedere quando ci sarà da vedere, commentare, lasciare il proprio giudizio, anche in conflitto col mio, ma senza spendere un centesimo. Io avrò lavorato gratis, ma per me stesso e per chi passerà di qui e solo al servizio della musica, senza flaccide ipocrisie e giustificazioni.

Giulio Cancelliere