David Gilmour: Live At Pompeii

Dopo la riedizione di The Wall di Roger Waters due anni fa, arriva nelle sale un’altra rievocazione targata Pink Floyd, questa volta del chitarrista David Gilmour, con i due concerti tenuti con la sua band nell’anfiteatro di Pompei nel 2016.
Era il 1971 quando la formazione britannica, già orfana di Syd Barrett, varcava le soglie degli scavi ai piedi del Vesuvio per un concerto leggendario, che ebbe come pubblico solo i volti straordinari ritratti nei dipinti e nei mosaici riportati alla luce dagli archeologi dopo l’eruzione del 79 d.c. Si era alla vigilia di The Dark Side Of The Moon, cui si faceva cenno in qualche scena girata in studio, l’album che avrebbe cambiato la storia del gruppo portandolo al vertice della popolarità e delle classifiche di vendita nel mondo.
Fa specie che Waters e Gilmour si siano trasformati in una sorta di tribute band dei Pink Floyd, dato che molta parte del repertorio che portano in scena (soprattutto Gilmour) appartiene al periodo in cui militavano nello stesso gruppo, ma tant’è.
In realtà in questo nuovo Live At Pompeii (chissà perché con due i?) la band del chitarrista inglese esegue un solo brano contenuto anche nel film di 46 anni fa, lo strumentale One Of These Days (da Meddle), mentre il resto della playlist appartiene al periodo post Dark Side.. – The Great Gig In The Sky, Wish You Were Here, High Hopes, Shine On You…, What Do You Want From Me, Time, Sorrow, Comfortably Numb – o al suo repertorio personale più recente – Rattle That Lock, Faces Of Stone, A Boat Lies Waiting, In Any Tongue.
Un pubblico necessariamente poco numeroso e accalcato nell’arena dell’anfiteatro (le gradinate non sono agibili) assiste al primo vero concerto dopo quasi duemila anni. È un fatto storico di indubbia rilevanza e sarà stato sicuramente emozionante essere lì mentre accadeva. Al cinema, però, le cose sono un po’ diverse: al di là della eccellente definizione del suono e delle immagini (Audio Dolby Atmos e 4K), la suggestione del luogo va a perdersi nelle riprese standard tipiche di un normale concerto rock, per di più su un palco abbastanza ristretto per una formazione così numerosa e spettacolare, che ci ha abituato a ben altri spazi ed effetti speciali.
Tra i componenti la band di Gilmour si segnalano i due tastieristi Greg Phillinganes, da almeno quarant’anni presente in migliaia di produzioni funk, jazz, fusion, pop e Chuck Leavell, una vera leggenda, ex pianista degli Allman Brothers e in forza da decenni ai Rolling Stones.
Il nuovo Live At Pompeii è uscito in doppio cd, blue-ray, doppio dvd, doppio cd + blu-ray deluxe edition boxset, boxset da 4 lp, con scalette ampliate rispetto alla versione proiettata in sala, che dura meno di due ore.

Giulio Cancelliere

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