Anche il jazz fa PIL

UJ15_MANIFESTO_1Il luogo è un vecchio capannone abbandonato in via Bramante a Milano, testimonianza di un passato industriale estinto ormai da mezzo secolo a ridosso dell’Isola Garibaldi. Qui l’ombra dei grattacieli di Porta Nuova non si è ancora allungata. Le mura con i mattoni a vista, l’intonaco che si sbriciola, il pavimento di cemento, i lucernari altissimi e persino i rosoni alle pareti, fanno tanto post-post-moderno. È in un luogo così singolare, con una sua spiritualità laica intrinseca, che si è svolta la manifestazione Umbria Experience Opening, per la promozione della Regione Umbria, con tanto di Governatore (-trice?-toressa?) Catiuscia Marini, che illustrava le bellezze della sua terra, introdotta dal padrone di casa Luciano Galimberti, recentemente eletto presidente di ADI, Associazione per il Disegno Industriale, che farà dell’edificio la Casa del Design, una sorta di galleria storica del Compasso D’oro, il premio, da quest’anno internazionale, che l’ADI assegna al miglior lavoro di design a tema (quest’anno Design for Food and Nutrition, com’è ovvio).
Expo è l’occasione per la Regione Umbria, attraverso Umbria Trade Agency, di attrarre investimenti dall’estero, commesse, partnership, in ambito eno-gastronomico, ma anche tessile, meccanico, tecnologico e culturale. Per questo c’era anche la Fondazione Umbria Jazz, col suo presidente Renzo Arbore (“presidente per anzianità di frequentazione del jazz”, ammette lui stesso) e Carlo Pagnotta, direttore artistico di un festival giunto, tra alti e bassi, alla sua trentanovesima edizione. IMG_1333r
Il programma era già stato presentato in altra occasione più specifica e non se ne è parlato in questa sede, se non per citare i grossi nomi di richiamo, soprattutto per i non jazzofili — Tony Bennett assieme a Lady Gaga (biglietti a 165€!), Caetano Veloso e Gilberto Gil, che riformano la vecchia coppia dei “tropicalisti”, i Subsonica e la loro emanazione elettrojazzistica Barber Mouse — ma anche Paolo Conte (a metà strada fra jazz e canzone d’autore), Chick Corea ed Herbie Hancock, Stefano Bollani, Enrico Rava, oltre al trombettista Paolo Fresu e al sassofonista Charles Lloyd, che quest’anno riceveranno una laurea ad honorem dal prestigioso Berklee Fresu rCollege of Music di Boston, che da decenni gestisce le sue clinics a Umbria Jazz. È un programma che da molti anni tiene conto prevalentemente del botteghino e quindi incline all’ecumenismo (il presidente della regione ha detto che “UJ è una risorsa turistica e culturale” e il PIL conta, soprattutto di questi tempi), a dimostrazione che, anche con la cultura si mangia, a differenza di ciò che pensava un ex-ministro piuttosto altezzoso e permaloso. In effetti, l’attuale ministro dei Beni Culturali Franceschini ha chiesto la consulenza di un jazzista come Paolo Fresu (protagonista di una bella esibizione assieme al pianista Danilo Rea) per capire come distribuire un fondo (si parla di 500.000 euro) messo a disposizione dal dicastero, per valorizzare e promuovere il jazz nazionale. Non mancheranno polemiche su come e dove pioveranno questi soldi. A precisa domanda su come si cautelerà da eventuali accuse di “conflitto d’interessi”, Fresu mi ha risposto che se ne infischia delle polemiche.
L’esibizione di Fresu e Rea ha piacevolmente rinfrancato il pubblico dalla calura con una selezione di canzoni — da O Que Sera di Chico Buarque a Autumn Leaves di Cosma, passando per Almeno Tu Nell’Universo, Non Ti Scordar Di Me, E SeIMG_1346r Domani, La Canzone di Marinella, Bye Bye Blackbird — elaborate in chiave jazzistica con la bravura e la freschezza di cui sono capaci i due fuoriclasse, tipici rappresentanti di un’idea di jazz estremamente inclusiva.
Ad un certo punto è apparso in prima fila anche Cesare Romiti, ex amministratore delegato di Fiat, fondatore ed ex presidente di Gemina, la finanziaria che un tempo controllava RCS, fondatore di Impregilo e tante altre cose. Eravamo in piena Chinatown e Romiti, tra le varie, è anche presidente della Fondazione Italia-Cina. Insomma, eravamo quasi a casa sua.

Giulio Cancelliere

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