Massimo Colombo: Trio Grande (Crocevia di suoni)

colomboPianista tra i più attivi ed eclettici, Massimo Colombo ha appena pubblicato l’ultimo di una lunga serie di album a suo nome, nell’ambito di una discografia variegata che ruota attorno al fulcro del jazz, ma connotata anche di musica classica e contemporanea.
È il trio la dimensione scelta ancora una volta, ma con nuovi e interessanti partner: il contrabbassista polacco  Darek Oleszkiewicz (Dianne Reeves, Jackie Ryan, Charles Lloyd, Brad Mehldau) e il batterista Peter Erskine, una delle macchine ritmiche dei Weather Report degli anni ’80 e di molti gruppi fusion, ma che vanta un’intensa attività anche nel jazz mainstream.
L’album è stato inciso a Los Angeles — così racconta Colombo — e la sessione di registrazione si è svolta all’insegna della più spontanea collaborazione e professionalità. Il brano d’apertura, Anna Magdalena, dopo un incipit pianistico pensoso, si muove su un tema in crescendo per poi soffermarsi su un assolo di basso e, quindi, su un interludio vagamente flamenco, per poi reintrodurre il tema e lasciar il pianoforte libero di dialogare con la ritmica. In Valzer All’Indietro è ancora il contrabbasso che condivide il tema con il piano, ma è quest’ultimo, sullo swing incalzante del batterista, al conquistare il centro della scena. La ballad Jane ci riporta su un terreno più riflessivo con le spazzole di Erskine che accarezzano il rullante. Trio Grande, con l’intro che ricorda il miglior Tristano, è un brano dinamico che mette in evidenza le doti di improvvisatore del leader, la sua capacità di essere leggibile e originale. La Mia Spalla Sinistra — che sembra parafrasare il titolo di un drammatico film — è il brano più lungo del disco, ha una linea melodica interessante e complessa, a più sezioni,: dopo un solo di contrabbasso e di pianoforte, ritorna il lungo tema rielaborato e sviluppato in un’altra improvvisazione pianistica. Senz’altro più spensierato e sorridente Bah And Boh, dal vivace incedere bop, occasione anche per un breve assolo di Erskine. Stratego — presumo citazione di un vecchio gioco bellico da tavolo — si articola su una sorta di marcia funky molto coinvolgente. Il disco si avvia alla conclusione con Balcanico, un veloce sette ottavi (poi in cinque) in cui ancora Erskine si guadagna il proscenio e infine con la ballad Una Ragione In Più, cantabile e malinconica, che chiude un lavoro di livello, sia per i musicisti, sia per le composizioni, tutte originali di Colombo.

Giulio Cancelliere

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