Stray Cat Reviews/1

Inizia oggi una nuova rubrica. In linea con i tempi che privilegiano la parola detta nei confronti di quella scritta, il cui primato non è comunque in discussione, sto sperimentando un tipo di comunicazione che non avevo mai preso in considerazione. Dopo un’esperienza quasi trentennale di radiofonia, vediamo come me la cavo col video, che, tra l’altro, mi permetterà di essere più puntuale con le segnalazioni. Fatemi sapere se vi piace. Le critiche servono a migliorare. Comunque so dove abitate. Comincio con tre dischi molto diversi.

Mattia Cigalini
Beth Hart
Debora Petrina

5 risposte a “Stray Cat Reviews/1

  1. quel miao al min. 05:51 ha attirato l’attenzione dei miei gatti, oltre alla mia. quindi sì, il pubblico è sicuramente più numeroso con post di questo tipo. 😉
    per quanto riguarda le recensioni, la curiosità di andare a conoscere nuovi dischi arriva anche così (ma arrivava anche col post scritto).
    per me, puoi procedere.

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  2. Non posso esprimermi su quello che dici, dato che non ne capisco nulla.
    Per il “medium”: hai fatto radio … con una videocamera, ok, ma hai fatto “radio”.
    Il primo commento te lo fa notare: già solo quel “miao” aguzza le orecchie e l’interesse. La prossima volta, se Rossini&Co vogliono intervenire … dovrai magari interrompere e tagliare, ma apprezza la “collaborazione” 😉
    L’hai chiamata “Stray cat” … ok, allora usa lo magari come “fil rouge” e intercala immagini di un qualche cat, non solo inzio-fine. Non deve diventare un video sui gatti (Rossini non capirà, ma pazienza) ma qua e là, ben disseminati, “interventi” felini.
    Non sono una specialista “mediatica”, ma questo è il mio commento.
    Ascolterò intanto e imparerò qualcosa in fatto di jazz.
    Buona domenica!

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    • Stray Cat ha due-tre significati: il primo riconduce ai Rolling Stones (Stray Cat Blues è citata nella musica iniziale per pochi secondi); il secondo al fatto che le recensioni randagie sono senza padrone e quindi libere; il terzo era riferito alla previsione che non sarei stato da solo a farle e, infatti, non ho sbagliato. Per gli inserti gatteschi ci penso, magari sonori, appunto, e non visivi. Grazie!

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      • Rossini avrebbe apprezzato sicuramente apprezzato di fare da “fil .. rouge” 😉 … ma capisco 🙂
        Ho immaginato il secondo, mi fa piacere il terzo, e in fatto di musica … io piuttosto mi ricordavo degli Stray Cats 😉

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