Living Coltrane: Out Of This World (Incipit/Egea)

coverD’accordo, degli omaggi a Coltrane non se ne può più, ormai è quasi fin troppo facile, farsi belli con i nomi, i cognomi e la musica degli altri, Miles, Duke, Monk, Count, e subito si attira l’attenzione con il tema celebre, il suono accattivante, l’accordo frigio, il pedalone modale, a ricalcare schemi già sentiti e risentiti. Tuttavia questo disco ha un’eleganza e un drive che lasciano stupefatti: sarà l’abilità di Stefano Cocco Cantini di riproporre i temi del grande sassofonista con logica essenziale e svilupparli personalmente solo nello spirito di Coltrane, soprattutto al sax soprano, squillante e aspro quanto basta, ma anche lucido e flessuoso quando necessario; sarà per l’incedere autorevole di Ares Tavolazzi, dal contrabbasso panciuto e intelligente che guida il quartetto nelle zone giuste; sarà per la tavolozza armonica di Francesco Maccianti, che solo a sprazzi richiama McCoy Tyner, giusto per contestualizzare storicamente, ma si muove autonomamente seguendo ispirazioni eterogenee; sarà per la trama ritmica di Piero Borri, che in India riporta il raga dalle tabla al rullante e balla sui piatti con leggerezza; sarà per il repertorio scelto, prevalentemente del periodo Impulse, forse quello ancora da esplorare più a fondo; sarà per il suono di questo album, così naturale, potente e avvolgente, che ascoltarlo sui monitor del computer è un delitto efferato; sarà per altri motivi che sicuramente chi lo ascolterà potrà individuare a suo piacimento, ma sull’ennesimo tributo a John Coltrane mi viene da dire: ancora uno e poi basta. Questo.

P.S.: il 17 febbraio presentazione dell’album al Bluenote di Milano con Enrico Rava.

Giulio Cancelliere

Una risposta a “Living Coltrane: Out Of This World (Incipit/Egea)

  1. vorrei esprimere il mio apprezzamento per questa bella recensione ,che parla di musica (ascoltata attentamente) e non di nomi o circostanze o liste della lavandaia su ciò che succede nell’album preso in esamina dal “critico ” di turno ,spesso improvvisato.La lettura di valutazioni intelligenti (non per questo obbligatoriamente positive)mi fa ricordare quanto tutto ciò sia ormai una vera rarità , spesso e volentieri o per vera incapacità o per la mancanza di una minima preparazione sia culturale /storica che musicale dei recensori e , derogando dalla regola che mi sono dato di evitare commenti sulle recensioni,vorrei invece qui sottolineare la mia/nostra gratitudine su (finalmente) una disamina capace di parlare di musica che è possibile ascoltare in questo album.
    Presenteremo questo album sabato 16 febbraio al Teatro della Pergola a Firenze e sarà per noi un vero privilegio poter invitare Giulio Cancelliere a questo evento. Ancora complimenti
    Francesco Maccianti

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