Intervista con Daniela Pedali

Cantante dalla carriera variegata, innamorata del soul e del rhythm ‘n’ blues (debutta in televisione con una cover di Without You, versione Mariah Carey), passa da Sanremo Giovani nel 2003 col brano Vorrei. La partecipazione al festival la espone a livello internazionale, tanto da conquistare il mercato latino con un intero album in lingua spagnola, Amore, triplo disco di platino, cui fanno seguito esibizioni negli USA, tra Miami e New York al leggendario Madison Square Garden e persino in Piazza San Pietro di fronte a papa Giovanni Paolo II. Dopo Il Rispetto, un lavoro soul/RnB che si avvale della produzione di Jay-Z, pubblica In Disco nel 2009, lavoro molto eterogeneo che spazia dal pop alla dance al rhythm ‘n’ blues.
Ora arriva nei negozi Pop In Jazz, un esperimento di jazzificazione di alcuni celeberrimi successi pop e rock (si apre con Satisfaction dei Rolling Stones) realizzato con l’apporto di famosi jazzisti come Dado Moroni, Paolo Fresu, Furio di Castri, Roberto Gatto, Marco Tamburini, Francesco Cafiso.
Com’è nata l’idea di un disco del genere?
Sono una cantante prevalentemente pop, ma il jazz mi ha sempre affascinata per questo suo senso di libertà e sperimentazione. Così ho voluto sperimentare anch’io, cercando di coniugare il mio mondo musicale con le forme e il linguaggio del jazz. Abbiamo preso in esame artisti come Beatles, Rolling Stones, Elton John e Michael Jackson, che hanno segnato la musica del secolo scorso e li abbiamo sottoposti a questo trattamento.
Come ti sei trovata a lavorare con i jazzisti? Era la prima volta?
Sì, ma è stato straordinario, sono tutti musicisti bravissimi e mi sono misurata dal punto di vista professionale e umano con grandi personalità.
In Pop In Jazz sono presenti ben tre brani di Michael Jackson. Come mai?
In origine doveva essere un disco di tributo a Jackson, poi il progetto si è modificato, ma Michael Jackson è stato il re del pop e quindi, tutto sommato, meritava un posto d’onore.
Personalmente ho trovato abbastanza scioccante Beat It suonata in versione acustica latin con pianoforte e tromba. C’è un pezzo che anche tu reputi particolarmente singolare nella nuova versione?
Sono d’accordo su Beat It, ma anche Human Nature in questa veste elettro-pop è piuttosto originale.
Vorrei, il brano che presentasti a Sanremo Giovani, in questa nuova versione intitolata Someday, ha una storia strana.
Sì, perché Samuel J. Morris, un musicista inglese, innamoratosi di questa canzone, ne ha scritto un testo inglese e l’ha registrata. Io l’ho scoperto grazie ai miei fan su facebook e così è nata questa nuova versione, che ricalca nell’arrangiamento quello di Morris, come ringraziamento per il suo omaggio nei miei confronti.
Salti da un genere all’altro – pop, jazz, r’n’b – in un approccio molto americano alla musica. Non temi di confondere il pubblico?
Credo che sia un rischio, in effetti, ma sono anche i generi che mi piacciono, in cui mi trovo a mio agio e riesco a dare il meglio. Diciamo che mi piace la black music in genere, dal blues al soul al jazz. E poi, la musica è arte e nell’arte bisogna mettersi in gioco, non ci si può fermare.
Ora parti per un tour?
In questi giorni stiamo definendo i termini del progetto live. L’idea è quella di mettere insieme una band, avere di volta in volta ospiti ai concerti i musicisti che hanno partecipato al disco e realizzare un tour teatrale. Quasi sicuramente avremo Marco Tamburini come membro ufficiale del gruppo.
E poi c’è un progetto internazionale.
Sì, ma non si può dire, nel senso che all’orizzonte c’è un disco americano, ma è ancora tutto da definire.

                                                                                                            Giulio Cancelliere

5 risposte a “Intervista con Daniela Pedali

  1. Ho ascoltato POP IN JAZZ . Daniela Pedali penso che non abbia da invidiare nulla alle grandi protagoniste della musica mondiale…COMPLIMENTI .

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  2. Sì, è brava e le auguro di avere le occasioni giuste per affermarsi. Purtroppo spesso il talento non basta, bisogna combattere contro meccanismi commerciali e promozionali di difficile comprensione.

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