Meshell Ndegeocello: Pour Une Âme Souveraine: A Dedication To Nina Simone (Naïve)

Un omaggio a Nina Simone (1933-2003), mentre si approssima il decennale dalla sua scomparsa e l’ottantesimo dalla sua nascita era quantomai necessario e opportuno.
Ci sono caratteristiche stilistiche e umane che accomunano la bassista e cantante nata a Berlino e cresciuta a Washington con la grande artista afroamericana, che, con la sua musica e la sua personalità, rappresentò lo slancio artistico di un popolo assieme alla rivendicazione di diritti negati. Sia Meshell (oggi si scrive così, dopo variazioni continue di spelling), sia Nina sono personaggi inclassificabili, difficilmente inseribili in quelle caselle di genere che piacciono tanto alla discografia e alla stampa: pop e jazz, funk e hip hop sono il terreno su cui si muove la prima; jazz, blues, con venature classiche e canzone d’autore erano i luoghi frequentati dalla seconda. Ed è così che Ndegeocello rappresenta Nina, attraverso il prisma delle sue differenti anime, rileggendo il blues di Don’t Let Me Be Misunderstood (quante versioni, persino disco-flamenco, di questo pezzo!), l’afflato spirituale di Nobody’s Fault But Mine e Real Real, il femminismo tribale di Be My Husband e la dolorosa rassegnazione di Four Women e Either Way I Lose, la circospetta serenità di Feelin’ Good e Turn Me On, la tradizione di The House Of The Rising Sun trasformata in parossistico inno battista  in due quarti, Suzanne di Leonard Cohen, così lontana dall’originale, ma anche dalla sensualità sofferente di Jeff Buckley, la cornice teneramente folk di Black Is The Color Of My True Loves Hair, il bluegrass di Don’t Take All Night e l’ipnotica See Line Woman. Anche le ospiti chiamate a rendere omaggio alla leggendaria songstress non rientrano in categorie nettamente definite: Lizz Wright, Valerie June, Toshi Reagon, Sinead O’Connor, Tracy Wannomae e, l’unico uomo, Cody Chesnutt (interprete della emblematica To Be Young, Gifted and Black), orbitano attorno ai generi musicali rimbalzando da un’esperienza all’altra come elettroni impazziti. Una bella squadra di artisti adeguata alla statura di Nina Simone, figura scomoda, inquieta, fin troppo trascurata dalla critica, che meriterebbe una rivalutazione e riscoperta. In uscita il 9 ottobre.

Giulio Cancelliere

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