Max Ionata – Dado Moroni: Two For Duke (ViaVenetoJazz)

Si può dire: facile scegliere Ellington, comunque piacerà perché è un autore popolare e i suoi temi sono universalmente conosciuti e stuzzicano la fantasia anche del jazzofilo meno esperto e avveduto. Non è così. Proprio perché Ellington è stato letto, riletto, rivoltato e spiegazzato, è sempre più complicato riproporlo senza annoiare. Bisogna essere preparati e colti come Dado Moroni per affrontare il Duca col giusto spirito, personalità spiccata e rispetto per il compositore. Il pianista genovese vanta un curriculum denso di esperienze con i più grandi jazzisti di tutto il mondo, soprattutto americani, compresi Jimmy Woode e Sam Woodyard, che gli consente tutto questo. Moroni è un musicista che va a fondo delle cose e le sue analisi armoniche toccano corde che vibrano nel cuore di chiunque ami il blues e lo swing, due degli elementi fondanti la musica di Duke: basti ascoltare Daydream, in cui il sax di Max Ionata, altro grande protagonista di questo lavoro, fraseggia con sonorità calde, senza lasciarsi andare a facili languori, vibrati troppo insistiti, soffiati eccessivi, effettoni risaputi, ma mettendoci il giusto sentimento; o la seguente The Intimacy Of The Blues firmata da Strayhorn (compositore sopraffino anche di Lotus Blossom e All Day Long), in cui i due solisti passeggiano disinvoltamente su cadenze note, ma saltando qualche siepe armonica o battendo sentieri e linee di basso meno frequentate, portandoci fino all’essenza della ricca musicalità dell’arrangiatore preferito di Ellington.
In Just Squeeze Me Moroni imbraccia il contrabbasso sostenendo, con un walkin’ bass elegante e preciso, il tema (qua e là all’unisono col sax) e il bel solo di tenore, ma concedendosi anche un momento solista dignitoso e un guizzo virtuosistico.
Nelle conclusive Come Sunday e In My Solitude il clima è più riflessivo con accenti gospel, il suono di Ionata si fa bronzeo e la voce da crooner di Dado Moroni (un po’ alla Nat Cole e ancora al contrabbasso, questa volta sovrainciso) ci saluta con calore e intonazione perfetta. Two For Duke è un disco che dopo ripetuti ascolti non sazia, ma fa venire voglia di sentirlo ancora. Bravi!

Giulio Cancelliere

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