Intervista con Alberto Laurenti

Un titolo, Al Crocevia Della Musica, che la dice lunga sulle intenzioni del musicista, anche se, in realtà, la storia intera della musica è fatta di incontri, incroci, contaminazioni, scontri, distorsioni, rotture e riconciliazioni. Forse oggi il processo è più evidente, più scoperto e sotto gli occhi di tutti.
Alberto Laurenti, apprezzato autore (ha scritto per Tiromancino, Renato Zero, Franco Califano e molti altri), è l’ideatore del progetto musicale Rumba De Mar, gruppo arabo gitano con influenze maghrebine e balcaniche che anima il disco in tutte le sue innumerevoli sfumature.
Da dove nasce la passione per la musica mediterranea e del mondo?
Tutto è nato dalle mie origini musicali legate alle etnie di casa nostra. Andando a fondo e scoprendo le contaminazioni spagnole, ottomane, arabe e balcaniche delle nostre tradizioni musicali nel tempo e aggiungendoci l’acquisizione degli strumenti originali e delle loro rispettive tecniche di esecuzione, è stato come scoprire un universo incredibile e infinito, che mi ha spinto anche verso le varie vicende musicali del SudAmerica.
Come nasce e si sviluppa il progetto Rumba De Mar e con quali scopi?
Il progetto Rumba De Mar nasce per accantonare completamente i confini sociopolitici e considerare ogni nostra composizione, compresi i pezzi di repertorio in generale, al centro di ogni possibilità stilistica e timbrica, per poi divulgare il tutto attraverso i nostri live e adesso finalmente anche attraverso questo primo lavoro discografico.
Che tipo di progetto è, invece, Ensemble Ethnique, un’altra dimensione della tua musicalità?
Ensemble Ethnique è l’estremizzazione dello stesso concetto di globalizzazione musicale: qui senza problemi di lingua e infischiandocene di ogni tipo di etichetta, abbiamo collaborato assieme ai produttori Paul e Peter Micioni, precursori di una chillout di lusso che ha fatto numeri importanti, oltre al fatto di aver messo in commercio un catalogo di oltre 60 brani ed essere finiti su decine di compilation prestigiose ed internazionali come Buddha Bar Vol. 8, Ten Years sempre di Buddha Bar e Nirvana Lounge di Claude Challe.
Mi sembra di cogliere un filo conduttore comune nelle canzoni dei Rumba De Mar legato al viaggio, alla ricerca di un destino migliore, una fuga dal disagio. Anche la musica è una forma di riscatto?
Forse la musica è una delle poche forme di riscatto che abbiamo. Voglio ricordare a chi legge che dopo l’unità d’Italia e la distruzione materiale  e culturale del Regno dei Borboni, Napoli affidò proprio ai grandi autori di fine Ottocento il compito di divulgare attraverso lo spessore culturale delle grandi poesie e delle monumentali canzoni, il rifiuto di quanto stava accadendo.
Senza alcun giudizio morale, ma ho trovato curioso che ti sia esibito con la tua musica che canta la povertà, il disagio, il sud del mondo, nei luoghi della ricchezza più smodata come il Billionaire, Saint Tropez, il matrimonio di Fiona Swarosky. Come ti sentivi a cantare un pezzo come Arriva Il Giorno in contesti del genere?
Benissimo.In certi luoghi sanno apprezzare moltissimo la musica di qualità e multietnica, anzi devo ammettere che il nostro successo, se così si può chiamare, è nato proprio  in certi ambienti e poi  in un secondo tempo è approdato anche nei club meno d’élite.
Dove vi si trova in giro quest’estate?
Nei club estivi alla moda, negli aperitivi sulle spiagge in tutt’Italia e, grazie a persone come te, anche in circuiti nuovi!!!!

Giulio Cancelliere

Una risposta a “Intervista con Alberto Laurenti

  1. Per chi conosce il maestro sa che la sua conoscenza musicale non ha limiti come la sua bravura nel riuscire ad unire suoni strumenti e musicisti dei più svariati generi musicali e fonderli in un unica lega che è la bella musica e quando riesci a fare questo sei un grande. Ho avuto il piacere di lavorare con lui e lo ringrazio per per quello mi ha insegnato

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