Riccardo Zappa: Zapateria (Fingerpicking.net)

Riccardo Zappa scrive come parla, con serietà e competenza, ma senza farsi mancare quel pizzico di ironia, rasente il sarcasmo, che contrappunta diverse pagine di questa autobiografia, assieme alle dolorose note che riguardano la sua vicenda familiare. Un’ autobiografia è sempre un azzardo, perché, se da una parte può saziare il desiderio dei fan di conoscere ogni aspetto personale del loro idolo, dall’altra, rischia di deludere le aspettative di chi preferirebbe vedere sottolineati tratti più tecnici del mestiere di musicista. Diciamo subito che, per i primi non c’è problema: la vita privata è esposta in abbondanza – forse troppa – anche se sempre riflessa nello specchio deformante della musica; chi si aspetta di conoscere segreti mai svelati dell’arte di Riccardo Zappa sotto il profilo strettamente tecnico, nonostante il libro sia pubblicato da un editore “chitarristico” come Fingerpicking.Net, sarà meglio che vada a cercarsi gli articoli che lo stesso Zappa firma periodicamente sulle riviste con cui collabora o consulti il suo sito riccardozappa.it, magari interpellandolo direttamente. Zapateria prende le mosse dall’avventurosa esibizione irachena del 2000, poco prima che scoppiasse la crisi scaturita dall’ 11 settembre, quando Saddam Hussein era ancora un partner, ancorché sui generis, commerciale e culturale per Europa e Italia. Di lì si apre il catalogo dei ricordi: dagli esordi sul finire degli anni Settanta con quel disco rivelazione che fu Celestion, attraverso le difficoltà di ogni musicista emergente di farsi sentire e conoscere — a Zappa, bisogna dirlo, andò benissimo, avendo inventato un nuovo modo di proporre la chitarra acustica — le belle esperienze in studio e dal vivo sui più prestigiosi palcoscenici nazionali e internazionali; non senza qualche inciampo, come quando fu “protestato” durante la registrazione dei disco di Gino Paoli, che, tuttavia, lo riconvocò come ospite per il tour dal vivo; ma anche la soddisfazione di avere tenuto a battesimo, come supporter di un suo concerto romano, nientemeno che Pino Daniele, allora esordiente col suo trio; la vittoria per cinque volte di seguito del referendum di Guitar Club, fino a che la redazione non l’ha dichiarato “non più votabile”, replicando lo stesso risultato sulla rivista concorrente Chitarre; le collaborazioni con Mia Martini, Mina, Gaber, Venditti, Mannoia e Ramazzotti, quest’ultimo considerato come una macchia infamante per molti fan di Zappa; gli equivoci sul baffuto collega chitarrista italo-americano, sfruttati innocentemente in qualche albergo, le avventure maldiviane ed egiziane, le chitarre, il rapporto con gli altri musicisti incontrati sulla sua strada, famosi e no. Tutto il racconto, però, è percorso da questa vena di amarezza per un matrimonio finito male, che deve avere segnato profondamente l’artista per averlo spinto a parlarne così apertamente e diffusamente, tanto da imbarazzare chi scrive, avendo l’impressione di osservare dal buco della serratura una vicenda che non lo riguarda. A parte questo, forse l’unico neo di un libro scorrevole e discorsivo, va sottolineato il fatto che il volume si accompagna a due CD: il primo costituito da nove tracce inedite, quindi, a tutti gli effetti, il nuovo disco di Riccardo Zappa; il secondo, e questo è l’aspetto più singolare, contenente il libro in versione audio, letto dall’attore Renato Marchetti, corredato dalla colonna sonora sincronizzata dello stesso Zappa, che sottolinea adeguatamente con le sue composizioni la narrazione. Un’esperienza davvero singolare.

Giulio Cancelliere

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